Assemblea Federalberghi: Beri presente alla riconferma di Bocca
Bernabò Bocca è stato confermato all’unanimità alla guida Federalberghi, in occasione della settantaseiesima assemblea nazionale della Federazione svoltasi a Roma il 17 aprile scorso. AI lavori, a cui ha partecipato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è intervenuto il presidente di Federalberghi Lecco e vicepresidente di Confcommercio Lecco, Severino Beri: “Innanzitutto non posso che augurare buon lavoro al nostro presidente: sono certo che farà del proprio meglio per continuare nella sua azione alla guida di una federazione importante come la nostra e per affrontare le battaglie decisive per quello che ha giustamente definito il turismo del futuro. Condivido le preoccupazioni per la situazione geopolitica comunicata da Giorgia Meloni e quelle del presidente Bernabò Bocca sulla flessione di prenotazioni del mercato americano che per noi del lago di Como è importantissimo. Come ha giustamente sottolineato il nostro presidente Bocca, non possiamo permetterci di dare nulla per scontato ma anzi dobbiamo rafforzare la promozione, presidiare i mercati strategici e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi “.
Secondo i dati della Federazione, dopo l’anno record del 2025 e i primi tre mesi sotto l’adrenalina di Milano-Cortina, il turismo italiano sta tenendo, ma lo spettro dei conflitti non si può ignorare, aggravato dalla tagliola del caro petrolio e del caro energia che si fa sempre più stringente. “Il turismo è una grande eccellenza italiana: questa risorsa straordinaria va preservata dagli “abusivi” che operano senza autorizzazioni e requisiti e non creano ricchezza ma anzi la distruggono e dai “pirati” che utilizzano contratti di lavoro non regolari e producono incertezza e sfruttamento”, ha evidenziato Bernabò Bocca.
All’assemblea ha preso parte, come detto, anche la premier Giorgia Meloni (accompagnata dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi e dai ministri Francesco Lollobrigida e Adolfo Urso), che ha ribadito la vicinanza del Governo a un settore che, dopo la ripresa post-Covid, si trova ora ad affrontare nuove sfide: “Il turismo è il comparto che ci identifica e ci caratterizza. E che in qualche maniera racconta al mondo, meglio di qualsiasi altra cosa, cosa significhi essere italiani”.
I dati Federalberghi: nell’Unione Europea l’Italia è prima per ricettività
L’Italia, con 32.943 alberghi, 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, conquista il podio come primo Paese in Europa in termini di capacità alberghiera ricettiva. Questo è quanto è emerso dal decimo “Rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo italiano” realizzato da Federalberghi.
La categoria più numerosa è quella media, ovvero quella dei 3 stelle e delle residenze turistico-alberghiere (RTA). A questo gruppo appartengono 18.182 alberghi, equivalenti al 55,2% dell’offerta. Delle categorie più alte, invece, fanno parte il 22,5% degli alberghi e, in particolare, sono 6.639 i 4 stelle e 771 i 5 stelle. Gli alberghi a 1 e 2 stelle rappresentano invece il 22,3% (sono rispettivamente 2.339 e 5.002).
Dal 2000 a oggi, lo scenario è decisamente cambiato: all’inizio del terzo millennio la categoria più numerosa era quella degli alberghi a 1 e 2 stelle che rappresentavano il 49,3% dell’offerta. I 3 stelle e le RTA erano il 42,2% mentre ai 4 e 5 stelle apparteneva appena l’8,5% degli alberghi.
Parallelamente a questo processo di riqualificazione, c’è stato anche un ampliamento della dimensione media degli alberghi. Basti pensare che tra il 1980 e il 2024 i letti per albergo sono passati da una media di 37,6 a 69,3.
La maggioranza dei quasi 33mila alberghi italiani (il 58,2%) e dei relativi posti letto (il 51%) si concentra nelle regioni del Nord. La regione con il maggior numero di esercizi è il Trentino-Alto Adige (5.380 alberghi), seguita dall’Emilia-Romagna (4.074), dal Veneto (3.133), dal Lazio (2.864), dalla Lombardia (2.832) e dalla Toscana (2.712). La classifica della capacità ricettiva, espressa in termini di camere, vede in testa l’Emilia-Romagna (141.578), seguita da Trentino-Alto Adige (123.439), Veneto (108.992) e Lazio (108.217).
Il 61% delle presenze turistiche registrate nel 2024 in Italia (pari in valore assoluto a 283,9 milioni di presenze) ha soggiornato negli alberghi. Rispetto all’anno precedente l’aumento è stato del 3,1%. Gli arrivi negli alberghi, invece, sono stati 96,4 milioni: il 2,9% in più rispetto al 2023.
Entrando più nello specifico sulla provenienza dei viaggiatori, si evince che 47,5 milioni di arrivi e 134,7 milioni di presenze alberghiere riguardano turisti italiani. Gli stranieri, invece, hanno fatto registrare 48,9 milioni di arrivi e 149,2 milioni di presenze. Si conferma dunque quanto già emerso in parte: tra gli italiani si registra un calo di arrivi e presenze rispetto all’anno precedente, mentre per gli stranieri si evidenzia un aumento significativo.