Cecchettin ai ragazzi: rispetto ed empatia per comprendere che significhi amare

Rispetto ed empatia, educazione alle relazioni e capacità di vivere momenti memorabili. Sono queste le parole chiave riecheggiate mercoledì 8 aprile al Cenacolo Francescano in occasione dell’incontro di “Leggermente” che ha visto come ospite Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nel novembre 2023. Ad ascoltare le parole di Cecchettin, che era già stato ospite di “Leggermente” nell’aprile del 2024, oltre 400 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado di Lecco e della provincia.

Dopo il saluto da parte di Assocultura Confcommercio Lecco, che organizza da 17 anni la manifestazione di promozione della lettura, e l’intervento dell’assessore del Comune di Lecco a Istruzione e Sport, Emanuele Torri – che hanno ricordato il valore dell’iniziativa inserita nel progetto “Talenti in volo” che vede insieme Confcommercio e Comune e i due incontri formativi per i docenti svoltisi nel mese di marzo in preparazione all’incontro del Cenacolo – sul palco sono saliti Luca Ciusani, presidente dell’Associazione Jonas, e Gino Cecchettin. Stimolato dalle domande del moderatore, Cecchettin, con il suo tono pacato ma molto chiaro, è partito dalle motivazioni che hanno portato alla nascita delle Fondazione Giulia Cecchettin: “Va bene inasprire le pene ma quando si va a punire qualcuno in realtà il reato è già stato commesso. Noi vogliamo lavorare per prevenire questi comportamenti violenti offrendo strumenti che aiutino le persone ad accettare un no, un rifiuto. Filippo ha visto “nero” e ha pensato che la propria vita non avrebbe avuto senso senza mia figlia. La missione della Fondazione è quella di sensibilizzare i ragazzi e le nuove generazioni al rispetto. Bisogna partire dall’ascolto, dal confronto con persone preparate che siano in grado di darvi le risposte giuste e di fornirvi gli strumenti adeguati. E serve lavorare sull’empatia, sulla capacità di comunicare, sulle relazioni”. Durante il suo intervento ha parlato anche dell’amore e del suo significato: “Amare non è farci stare bene, come pensavo anche io da giovane, ma fare stare bene l’altro. Vuol dire avere fiducia dell’altro, apprezzarlo per come è, rispettarlo”.

Tante le domande arrivate dai ragazzi a cui “in cambio” Cecchettin ha chiesto di raccontare un “momento memorabile” della propria vita. Ragazzi che, dopo avere ascoltato con attenzione le parole di un padre “che vuole continuare a far vivere Giulia e a ricordarla perché lei avrebbe voluto così”, hanno voluto essere partecipi di una mattinata che resterà nei loro ricordi.

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